recensioni
Italian pianist spectacular in debut with W.Va. Symphony
Italian pianist Domenico Codispoti made a spectacular debut with the West Virginia Symphony Friday night at the Clay Center, playing Mozart's Piano Concerto in D Minor, K. 466. He did it by being everything but spectacular.
The concerto, arguably the best of the composer's set of 27, is full of cogent drama balanced with graceful lyricism. If the pianist overplays it, making it a willful statement of virtuosity, he ruins it.
Codispoti's interpretation was perfectly apt. His initial entrance offered a glimmer of light in his tone before he dug into the swirling, dark drama that conductor Grant Cooper drew from the orchestra. The brilliant passagework that propels the argument never thundered, but had rhythmic precision and beautiful shape. The climactic cadenza was searching as well as meditative.
The B-flat major slow movement was well colored but not garish. Codispoti drew an icy richness from sweeping piano figurations in the darker central section.
The finale trades off on drama for a dark lyricism that Codispoti played with panache. He never hurried, but played each phrase with style and refinement. In all, dazzling.
David Williams, The Charleston Gazette, 17/09/2011 - Charleston, West Virginia, USA
Magnifico Codispoti
Nonostante le precedenti referenze e le garanzie di un curriculum che includeva il fiammante Premio Jaén, credo che pochi di quanti si erano dati appuntamento all’Auditorium del Conservatorio Superior potevano prevedere la commozione che avrebbe causato il recital del fenomenale musicista italiano Domenico Codispoti al cospetto di un programma romanticamente grandioso.
Sicuramente la chiave della sua arte si è potuta percepire con maggior chiarezza nell’opera più criptica del programma, la fantastica e allucinata Kreisleriana di Schumann (...)
L’arte di Codispoti tende verso l’introspezione e ci mostra il lato più contemplativo e profondo di uno degli autori di appassionato intellettualismo come Chopin, Liszt e soprattutto Schumann, nei suoi neurotici lavori; tuttavia, quando il Florestan schumanniano chiede spazio, la tecnica straordinaria e il suono rotondo e potente del pianista italiano si convertono immediatamente nel mezzo ideale per le sue esplosioni più veementi, senza arrivare a perdere il controllo e la maturità necessari a non cadere in eccessi gratuiti che immancabilmente macchierebbero il contenuto emozionale della partitura. Per questo è stata geniale la Kreisleriana della prima parte del concerto (completata con il Notturno op.62 n.2 precedente), per questo e perché non è facile avvicinare al pubblico una partitura così estesa, complicata da tanto esacerbato romanticismo e contemporaneamente tanto sincera cerebralmente e spiritualmente. (...)
(Della Sonata n.2 op.36 di Rachmaninov) ho trovato shoccante ascoltare una versione così coerente, piena di unità e monolitica, di un virtuosismo estremo mai meglio giustificato e così “rotonda” nel suo insieme che per gli amanti del pianoforte con la p maiuscola è stato un regalo di quelli cui ben poche volte si ha accesso e che ha lasciato il pubblico semplicemente stupefatto.
Dopo una simile dimostrazione di pianismo, Codispoti ha trovato forza ancora per regalare fuori programma il Preludio op.23 n.4 e l’Etude-Tableau op.39 n.5 di Rachmaninov, seguiti da una squisita e poetica lettura della prima delle Arabesques di Debussy, in un recital che senza dubbio resterà impresso nella memoria del pubblico cordovese. Magnifico.
(VIII Festival de Piano "Rafael Orozco")
F.Javier Santos, ABC, 14/11/2009 - Cordoba
Codispoti, il pensatore
L’VIII Festival de Piano Rafael Orozco ha avuto come protagonista sabato scorso il pianista italiano Domenico Codispoti, che ha riscosso un grande successo in quello che rappresentava il suo debutto a Cordoba: tre bis ha dovuto offrire in risposta ai calorosi applausi del pubblico che quasi riempiva l’Auditorio del Conservatorio Superior. Non è passata invano la sua splendida performance e dalle prime note di Chopin, con il quale ha aperto il programma, fino alla spettacolare Seconda Sonata di Rachmaninov che lo ha chiuso ha dimostrato ampiamente il gran pianista che è: attentissimo nella fedeltà al testo, con un suono bellissimo e un’ampia gradazione di colori e dinamiche, un lucido senso della forma, una tecnica impressionante, interpretazioni molto meditate. Questo e molto altro si potrebbe dire dell'italiano per descrivere la sua arte pianistica, già riconosciuta in numerosi premi internazionali.
Dopo aver interpretato con gusto squisito il Notturno op.62 n.2 di Chopin, Codispoti ha affrontato, assolvendo in pieno, una delle opere più dense del repertorio romantico: Kreisleriana di Schumann, un enigmatico “sogno” del compositore di Zwickau, ispirata a un’opera di E.T.A. Hoffmann e, più concretamente, all’eccentricità del suo protagonista, che dà l’opportunità a Schumann di stabilire una complessa dialettica con i suoi inseparabili Eusebio e Florestano. Tutto ciò messo in risalto da Domenico Codispoti, grazie a una lettura molto pensata e profondamente elaborata, calibrata in tutti i dettagli (siano essi dinamici, di fraseggio o di articolazione), dai caratteri ben definiti e contrastanti, e con un imponente senso della struttura.
E se già era buono quanto ascoltato finora, meglio ancora lo sarebbero stati il Liszt e il Rachmaninov della seconda parte. Con i Sonetti del Petrarca dell’ungherese, Codispoti ha dato una vera lezione di canto, declamando con precisione clinica e poeticità a profusione ciascuno dei versi dell’immortale italiano. Un’autentica delizia.
E già in piena emozione romantica è arrivato il virtuosismo irrefrenabile di Rachmaninov, con la colossale seconda Sonata di un lirismo esacerbato che Codispoti ha tessuto fino a far alzare dal proprio posto buona parte del pubblico. Una versione impressionante.
(VIII Festival de Piano "Rafael Orozco")
Juan Miguel Moreno Calderon, Diario de Cordoba, 14/11/2009 - Cordoba
Per Il pubblico che riempiva la sala è stato senza dubbio un incontro con l'eternità.
Assistere alla nascita della musica nelle mani di Domenico Codispoti è come prendere contatto con l'infinito delle possibilità musicali.
Parliamo di un pianista di grande presenza, di un talento debordante e di visibile maturità interpretativa. Codispoti sa unire alla struttura accademica una sensibilità che, inevitabilmente, trascina verso l'empatia.
Juan Carlos Lemus, Prensa Libre, 2/7/2009 - Guatemala City
Un "virtuoso" nel significato più alto del termine, maturo e capace di portare alla luce il carattere fondamentale di un brano e di un compositore senza autocompiacimento né esibizionismo. Con forza e passione ma sempre con grande chiarezza e visione interna, nell'uso delle più ampie dinamiche seguendo le tensioni dello spirito creativo di ogni compositore.
Un concerto pienamente meritevole della standing ovation ricevuta.
Ríkarður Örn Pálsson, Morgunbladid, 2/3/2009 - Reykjavik
Come non inchinarsi davanti alla tecnica limpida , alla chiarezza espositiva e all'impeccabile fraseggio di Codispoti in un Beethoven straordinario.
(Recital Trio Untia)
Julio Andrade Malde, La Opinion, 14/2/2008 - La Coruña
Un musicista completo, che ha messo la perfezione tecnica a servizio della musica, di quella musica non scritta che si trova dietro e dentro le note e che solo un’attenta e ispirata ricerca riesce a dipanare. La sua lettura del Concerto n. 4 di Beethoven è stata a tratti struggente, specie nella parte centrale nell’Andante con moto, dilatato oltre misura nella ricerca di un respiro beethoveniano insolito e misconosciuto.
E’ la ‘sua’ personale visione di un Beethoven, mai enfatica ma, piuttosto, tesa a dipanare quelle conflittualità interiori che hanno reso sublimi queste pagine. Il Quarto è, infatti, uno dei concerti piu’belli, se non il piu’ bello, che Beethoven abbia scritto e Domenico Codispoti, con la complicità della Luzerner Sinfonieorchester, e’ riuscito a farlo brillare di una luce insolita, a tratti eterea, con i suoi preziosismi, la sua tensione dinamica, i chiaroscuri tonali, i fraseggi adamantini, l’eleganza del suo tocco, a tratti bellissimo e seducente come un ritratto di Vermeer.
Edvige Vitaliano, Il Quotidiano, 12/5/2007 - Catanzaro
Nella Sonata di Liszt Codispoti è stato eccezionale, non solo dominando alla perfezione l’aspetto tecnico, ma dando un’interpretazione insolitamente convincente di questa complessa opera. Tutti i climax erano ben pensati ed eseguiti, con un’ampia gamma di dinamiche senza che il suono fosse mai troppo duro ne’incolore agli estremi.
Un suono sempre bello ed elegante, estremamente delicato ma anche ampio e avvolgente. In breve, una delle piu’ belle interpretazioni della Sonata di Liszt che abbia mai ascoltato.
Brillantemente eseguiti anche gli Etudes-Tableaux di Rachmaninov, turbolenti ma allo stesso tempo immersi in un coinvolgente misticismo.
Indiscutibilmente un fantastico recital di un pianista "unico".
Jonas Sen, Morgunbladid, 14/3/2007 - Reykjavik
Senso e sensibilità
Domenico Codispoti ha offerto una lettura del Concerto op.23 n.1 di Tchaikovsky di enorme onestà, risolvendo con successo tutte le problematiche di una partitura che a suo tempo fu considerata “impossibile” e dimostrando una straordinaria padronanza tecnica, senza mai essere aggressivo, con squisita eleganza e musicalità.
Con un suono potente e nitido allo stesso tempo, una perfetta combinazione di vigore e delicatezza, come esige la partitura. Una performance seguita da lunghe ovazioni del pubblico.
Cesar Wonenburger, La Voz de Galicia, 30/11/2006 - La Coruña
Il pianista, magnifico! Gia’ precedentemente applaudito in due occasioni, questa volta e’ stato protagonista di un Tchaikovsky splendido.
Julio Andrade Malde, La Opinion, 30/11/2006 - La Coruña
Il trionfo, senza dubbio, è stato di Codispoti, e di quest’opinione si e' dimostrato anche il pubblico, che ha richiamato il pianista sul palcoscenico per due bis.
Codispoti è padrone di una gran tecnica. Nonostante un’enorme intensità, il suo suono non arriva mai alla durezza, perché è denso ma mai stridente, aspro, o brutale. Una facilità incredibile, dovuta alla sua flessibilità continua e totale. Codispoti è stato trionfatore perche’, se non bastasse, ha un controllo assoluto del pedale.
Antonio Bujan, El Ideal Gallego, 28/11/2006 - La Coruña
Domenico Codispoti, un musicista di gran livello, impiega una tecnica che rimane “nascosta”, della quale si serve, con un suono ampio e un colore scuro e denso, per raggiungere interpretazioni estremamente musicali, piene di sentimento e verità. Un Bach articolato con chiarezza, aiutato da un legato “accarezzante”, così tipico della magnifica scuola italiana. Di altissimo livello anche il suo Rachmaninov, che gli calza come un guanto.
Un pianista come Codispoti é un’assicurazione per la vita per tutto ciò che suona. Il suo è un pianismo caldo, elegante, sempre al servizio della musica”.
Gonzalo Pérez Chamorro, Diario de Jaén, 19 e 25/4/2004 - Jaén
Il suono di Codispoti in Mozart é cristallino, giocosamente leggero ma allo stesso tempo pieno di nuances ed energetico al punto da immaginare difficilmente una esecuzione più elegante di questa Sonata K570 del grande Maestro viennese.
Codispoti è un gran pianista e nella sua interpretazione del Notturno in Mi maggiore op. 62 n. 2 e della Polacca-Fantasia op. 61 troviamo uno Chopin ricco di colore, splendidamente cantabile nel Notturno e, a dirlo chiaramente, sublime nella Polacca. Magnifico nel creare sfumature e contrasti di dinamiche, può a buon diritto essere definito un “genio”.
Morgunbladid, 9/12/2003 - Reykjavik
Seguire uno dei grandi Etudes-Tableaux op. 39 di Rachmaninov, unito alla superlativa Polacca-Fantasia di Chopin, secondo la sensibilità di Domenico Codispoti, è stato, più che uno spettacolo, una commozione intima e un'esperienza estetica di prim'ordine.
Enrique Franco, El Pais, 18/11/2002 - Madrid
Pianista dal suono poderoso e “rotondo”, di un’ampiezza sempre controllata e mai eccessiva alla quale accompagna una spettacolare sicurezza tecnica (...) . In una magnifica interpretazione della Sonata n. 2 di Rachmaninov ha definitivamente sciolto le briglie a tutta la sua artiglieria sonora. Aprendo il suono del piano in tutta la sua estensione, Codispoti si è esibito in una performance piena di intensità. Con modi e “sostanza” da pianista maturo, il fiammante vincitore del Pilar Bayona ha dimostrato di essere in possesso di tutti i requisiti per andare molto lontano. Il futuro, del resto, è definitivamente suo.
Juan A.Gordòn, Heraldo de Aragon, 15/12/2001 - Zaragoza
Il suo pianismo è lirico e sognante, così come deve essere la musica, delicata e romantica, di Chopin. La gran tecnica e la bellezza della costruzione delle frasi, esattamente nello spirito chopiniano, sono le caratteristiche più evidenti della sua esecuzione del Concerto op. 11.
Morgunbladid, 10/3/2001 - Reykjavik
La sua interpretazione delle Davidsbündlertanze di Schumann è stata ora introversa, ora gioiosa. Codispoti possiede una grande tecnica e 'gioca' con la musica, che scorre fluida, leggera e vitale ma allo stesso tempo poetica e profonda. Tecnicamente perfetto e con un meraviglioso senso della melodia, della Sonata op. 58 di Chopin ha lasciato una delle più belle ed eleganti esecuzioni a cui si sia assistito nella nostra terra.
DV, 6/3/2000 - Reykjavik
Una poesia che è vibrante 'nervo' intimo, mediato dalla sensibile musicalità del giovane pianista italiano Domenico Codispoti. Tecnica completissima, minuziosamente acquisita, nitidezza assoluta nel fraseggio, solide ottave e accordi appoggiati su un pedale millimetrico. Atmosfera generale proveniente dalla più sincera immersione nell'intimità dell'opera , con uno Schumann tra i più autenticamente poetici che si possano rendere.
Ramiro Cartelle, El Ideal Gallego, 20/12/1999 - La Coruña
Domenico Codispoti è senza dubbio fra i più grandi talenti dell'Italia musicale di oggi, di sicuro lo aspetta una carriera eccellente. Questo giovane pianista italiano possiede tutto: una naturale bellezza di suono, un gran senso dei dettagli e delle costruzioni grandiose. Codispoti ha dimostrato che già oggi è un Maestro.
Polabské listy, 8/3/1998 - Praga
Di Domenico Codispoti Anton Rubinstein avrebbe detto che 'è nato col pianoforte in corpo' tale è stata la sua interpretazione della Sonata n. 2 op. 36 di Rachmaninov. La tecnica superlativa gli ha consentito di porre in evidenza tutte le sfumature, il rigore e il disegno della splendida Sonata.
Rodolfo Caporali su Strumenti e Musica, Novembre 1995 - Roma
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